STABAT MATER

Stabat Mater

STABAT MATER
di Giovanni Battista Pergolesi

San Piero Patti | Chiesa di Santa Maria Assunta
13 Settembre ore 19:30

a cura del Maestro Gaetano Adorno
Graziella Alessi soprano Costanza Virgillito contralto Flavio Pistone violino 1 Matteo Briganti violino 2 Valeria Strano viola Marco Laudani violoncello Carmelo Scandura organo.

SONATE PER ORGANO
brani di A. Scarlatti – G. Frescobaldi – B. Storace
eseguiti dal Maestro d’organo Carmelo Scandura
musica nelle chiese dei borghi

Lo Stabat Mater di Pergolesi rappresenta uno dei vertici della musica sacra di tutti i tempi.
La tradizione vuole che sia la sua ultima composizione e che il musicista di Jesi ultimandola scrisse un liberatorio “Sit Laus Deo” come di chi percepisce l’approssimarsi della morte che avverrà nello stesso anno di composizione dell’opera: il 1736.
Il testo in latino medievale dello Stabat Mater è opera di Jacopone da Todi, poeta e mistico. Prima di Pergolesi, altri musicisti, da Palestrina a Scarlatti, si erano cimentati per esprimere, con accenti appropriati, il dolore della Madre ai piedi della Croce, legando la parola all’emozione pura del suono e delle armonie secondo il principio estetico della teoria degli affetti cara ai compositori del periodo barocco. Il compositore, una volta scelto il tema della sua opera non ha che da lavorare con profonda devozione al fine di commuovere e far riflettere. Oltre questa maestria tecnica che Pergolesi possiede in sommo grado, la sua straordinaria fantasia e la concentrata ispirazione fanno di questa musica un autentico capolavoro.
L’organico vocale di due sole voci femminili scelto da Pergolesi e dei soli archi e basso continuo, toglie il fiato sin dalle prime battute d’introduzione. Un uso calibrato e sapiente delle dissonanze, delle armonie, dei ritmi articolati dai versi, che la stessa sequenza che Jacopone traccia, ci proietta in una dimensione “contristata et dolente”. Le voci parlano e cantano di Maria e Maria non canta.
Sono forse le altre due donne che accompagnano la Madre di Cristo? Sono due voci che invocano la Madonna chiedendo di poter partecipare al suo stesso dolore.
I suoni e i motivi che Pergolesi trova sono quelli della compassione più profonda, sono la voce e le voci che esprimono il dolore muto e asfissiante della Madre, per sua stessa natura tanto profondo da essere insondabile, inavvicinabile.
Solo l’arte, in questo caso la musica (questo è il grande lascito di questo genere di composizione nel quale l’opera di Pergolesi spicca come una delle vette più alte), può tradurre un tale sentimento, può tramandarlo con la grazia e l’intensità emotiva dei suoni, può finalmente filtrarlo e liberarlo nel canto che si manifesta ora sommesso e sussurrato ora intenso e dichiarato, nell’alternarsi delle superbe arie affidate al soprano o al contralto, o nei magnifici duetti.
Il Concerto qui presentato prevede una collaborazione tra CTS Centro Teatrale Siciliano, titolare del thòlos festival, e il Conservatorio Bellini di Catania. Oltre ai giovani studenti del conservatorio che suoneranno nell’ensemble d’archi e che sono stati curati dal Maestro Gaetano Adorno, il concerto prevede la partecipazione nel ruolo di soprano di Graziella Alessi e del Maestro Carmelo Scandura, docente di organo del Conservatorio Bellini.

Lo Stabat Mater sarà preceduto dall’esecuzione di tre brani eseguiti sul preziosissimo organo, opera di Annibale Lo Bianco del 1758, recentemente restaurato, dal Maestro d’organo Carmelo Scandurra, di cui lui stesso illustrerà le caratteristiche e le peculiarità.

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